Omaggio a Boecklin Olio su tela 80 x 80 (2003) Ritorna a mostra di Sarossa

Commento a cura di Floriana D'Auria

Il senso del sublime ripreso dal romanticismo inglese, se ha il sapore di Turner nella maestositā delle montagne irte e spigolose, sa essere originale nella reinterpretazione di una tematica giā affrontata da Boecklin "L'isola dei morti". La sfida č aperta e Sarossa gioca tutte le sue carte per rendere la sua versione della vita nell'avventura estrema. Blake il visionario l'avrebbe vista come un'allucinazione, Fuseli come un paesaggio di sogno, Sarossa come un luogo fuori dallo spazio e dal tempo, dove la vita come cometa, arriva e si infiamma dell'ultimo splendore di luce. Questa non č l'isola dei morti, ma l'isola di tutti dove ogni essere vivente troverā l'ultimo rifugio. Al di lā della natura sotto lo sguardo benigno della storia che proteggerā l'eterno cerchio della vita, si cela un'altra dimensione, il nulla o il tutto, il mistero, la luce. Comunicativo, intuitivo, capace di suscitare nello spettatore il senso di fragilitā del presente e di inevitabilitā del destino umano, l'esistenzialismo torna rivissuto alla luce di un simbolismo moderno.