Toodì
nasce il 2 luglio 1952 ad Alessandria d’Egitto. A
vent’anni si misura con l’arte figurativa classica.
Mai pago, inizia l’esplorazione dei comportamenti umani
attraverso lo studio fisiognomico dell’occhio, che ama
definire “radiografia dell’IO”.
Personaggio atipico e anti-mondano, evita le affollate esposizioni e i
contatti eccessivi con il mondo dell’Arte commerciale. Verso
i quarant’anni, arricchito dai variegati rapporti
interpersonali, comincia ad attribuire alla tela una nuova, inusitata
dimensione, non meramente prospettica, ma rappresentativa di volumi
reali, composti di materie proiettate oltre il piano pittorico. La
naturale, inevitabile evoluzione, porta Toodì ad elaborare
un personale significato circa l’ineluttabile tendenza
all’espansione dell’Universo/pianeti/esseri
viventi. A questo punto, la semplice materia su tela non soddisfa
più Toodì, che vuole esprimere una
realtà concreta e forte. Oltrepassa la modesta dimensione
del volume materico e conferisce al tessuto
un’identità tridimensionale che esplodendo, si
estende verso l’ambiente ospite. Contemporaneamente a
quest’innovativa forma di espressione, che
definirà “Espansionismo”,
Toodì travalica i confini, le figure ed i colori classici
proponendo collezioni tematiche in monocromia, dove la materia viene
sottratta alla tela per creare immagini concettuali estreme tese alla
ricerca di nuovi sistemi di divulgazione del vissuto